THE TEN COMMANDMENDS

A Traditional Catechetical Formula.

I am the LORD your God, who brought you out of the land of Egypt, out of the house of bondage.

  1. You shall have no other gods before me.
  2. You shall not take the name of the LORD your God in vain.
  3. Remember to keep holy the LORD'S Day.
  4. Honor your father and your mother.
  5. You shall not kill.
  6. You shall not commit adultery.
  7. You shall not steal.
  8. You shall not bear false witness against your neighbor.
  9. You shall not covet your neighbor's wife.
  10. You shall not covet your neighbor's goods.

Preface

The need of forming relation with God were main basis of thought from long time ago, which slowly turns into musical project based on words and message of Decalogue, moral heritage given to men from Father. Participating in this project are people who can and want use their personality to enhance and enrich this work. Project Decalogue is created from this need, which is born every day not only in people with strong faith, but also in those, who are searching for it. As Christians we want to give testimony of truthfulness of God’s Word in every aspect of our life. We know that this truth is beautiful because it reveals beauty of spiritual life. We want also to thank Him for talents that He bestowed on us. For us, this form of thanksgiving Him for our lives, gifts and person of blessed John Paul II is Decalogue project.

We would like to invite to unusual music cooperation, project in which will participate many creators from around the world in order to create unprecedented words and music work. We would like to engage in this project many in it many great musicians in order to create timeless interpretation of Ten Commandments, shown though music and words. We want this sound to unite and raise the spirits of all people around the world, to make their message voice echoing through the generations. Using Internet as a medium and specially created platform containing virtual recording studio, we have possibility to create together this work regardless of language, time or geographical differences. We would like to introduce you to this web page, on which you would find any necessarily information regarding this project and you will learn about securing out common and private data. We want all this work over music and words to be great spiritual endeavor for us all in order to make this work part of ourselves.

Executive Producer




JOHN PAUL II ABOUT DECALOGUE

Source: www.vatican.va

VIAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Chiesa dello Spirito Santo (Koszalin) - Sabato, 1° giugno 1991
  1. “Io sono il Signore, Dio tuo, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto . . . non avrai altro Dio fuori di me” (Decalogo, cf. Es 20, 2-3). Dio ha scelto un luogo nel deserto: il monte Sinai - e ha scelto un popolo al quale si è manifestato come liberatore dalla schiavitù egiziana - e ha eletto un uomo, a cui affidò i suoi comandamenti: Mosè. Dieci semplici parole. Il decalogo. La prima tra esse suona proprio così: “non avrai altro Dio fuori di me”.
  2. Cari figli e figlie di questa terra sul Baltico. A volte, insieme con il vostro Vescovo guardate verso il monte Chelmska, che è una piccola altura presso il mare, però risalta sullo sfondo dell’estesa pianura della Pomerania. Le parole di Dio pronunciate sul Sinai non hanno esse riecheggiato con un’eco lontana anche qui, su questo monte? Una volta, i lontani antenati che vissero sul Baltico, non conoscevano il Dio vivo e vero. Lo cercavano in un certo senso “come a tentoni” (At 17, 27) nei primi culti e sacrifici. E quando venne il tempo, che il Verbo di Dio trovò posto qui a Kolobrzeg, ai tempi di Boleslao il Prode, dopo pochi anni il primo vescovo Reinbern fu bandito - e le cose vecchie ritornarono per alcune generazioni ancora. Soltanto un missionario - Otto di Bamberg consolidò il cristianesimo sul Baltico e in (tutta la) Pomerania occidentale. Molti secoli ci separano da quei tempi. Voi stessi, infatti, siete da appena alcune decine di anni - e il vostro vescovo Ignazio è (dal 1972) appena il secondo, dopo Reinbern, vescovo a Kolobrzeg.
  3. “Non avrai altro Dio fuori di me”. Questa è la prima parola del Decalogo, il primo comandamento, da cui dipendono tutti i successivi comandamenti. Tutta la legge divina - scritta una volta sulle tavole di pietra e, altresì trascritta eternamente nei cuori degli uomini. Così che anche coloro che non conoscono il Decalogo, conoscono il suo essenziale contenuto. Dio proclama la legge morale non solo con le parole dell’Alleanza - dell’Antica Alleanza del monte Sinai e del Vangelo di Cristo - la proclama con l’intima verità stessa di quell’essere ragionevole, quale è l’uomo. Questa legge morale di Dio è data all’uomo e contemporaneamente è data per l’uomo: per il suo bene. Non è così? Non è per l’uomo ciascuno di questi comandamenti dal monte Sinai: “non uccidere - non commettere adulterio - non dire falsa testimonianza - onora il padre e la madre” (cf. Es 20, 13-14.16.20). Cristo abbraccia tutto questo con il solo comandamento: dell’amore, che è duplice: “amerai il Signore Dio tuo sopra ogni cosa - amerai l’uomo, il tuo prossimo come te stesso” (cf. Mt 22, 37). In questo modo il Decalogo - retaggio dell’Antica Alleanza di Dio con Israele è stato confermato nel Vangelo come il fondamento morale della Nuova Alleanza nel Sangue di Cristo. Tale fondamento morale viene da Dio, ha le radici nella sua creativa, paterna sapienza e provvidenza. Allo stesso tempo questo fondamento morale dell’Alleanza con Dio è per l’uomo, per il suo vero bene. Se l’uomo distrugge questo fondamento, si danneggia: sconvolge l’ordine della vita e della convivenza umana in ogni dimensione, iniziando dalla comunità più piccola, quale è la famiglia e andando attraverso la nazione sino a quella società del genere umano, composta da miliardi di esseri umani. Quanto la legge morale, i comandamenti di Dio, siano per l’uomo, lo mostra in un modo particolarmente eloquente Gesù Cristo stesso (nell’odierna pericope evangelica) quando dice ai custodi della lettera della Legge, meravigliati e perfino scandalizzati: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato” (Mc 2, 27).
  4. Sì. “Il figlio dell’uomo è signore anche del sabato” (Mc 2, 27). Egli è anche Signore e Garante di quell’Alleanza di Dio con l’uomo, la quale è antica, nuova ed eterna. Il Figlio dell’uomo. Gesù Cristo. In lui si è compiuta la nuova creazione. Il “Dio che ordinò che rifulgesse la luce dalle tenebre” (così parla dell’opera della creazione il Libro della Genesi, cf. 1,3) - “rifulse nei nostri cuori . . . sul volto di Cristo” (2 Cor 4, 6). Dio unico, vero e ineffabile ci ha fatto conoscere se stesso, il suo inscrutabile mistero, in Gesù Cristo. Egli - il Cristo - è la visibile immagine del Dio invisibile. È il Figlio consostanziale, che si è fatto uomo - il Figlio dell’uomo - nascendo dalla Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Egli - “Dio da Dio, Luce da Luce” (Credo), “rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina” (2 Cor 4, 6). Una volta qui, sul Baltico, la stessa luce rifulse nei cuori degli uomini all’inizio del nostro millennio. Oggi rifulge nei vostri cuori. Noi tutti, battezzati nel nome della Santissima Trinità in virtù della Redenzione di Cristo mediante la Croce, “veniamo esposti alla morte”, così come Cristo accettò la morte in croce - “perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale” (2 Cor 4, 11). Sì, la vita di Cristo. La sua risurrezione. Iniziando dal sacramento del Battesimo, partecipiamo alla morte redentrice e alla risurrezione di Cristo. Portiamo dunque dentro di noi un tesoro, l’indicibile tesoro della vita divina. Questa è “la potenza straordinaria che viene da Dio e non da noi” (cf. 2 Cor 4, 7). Tale potenza è la grazia del Battesimo che ci rende in Cristo figli della divina adozione. Come figli della divina adozione saliamo il nostro monte Chelmska sul Baltico - là, dove una volta i nostri lontani antenati su questa terra “cercavano Dio come a tentoni” - noi veniamo con la luce della fede (cf. 2 Cor 4, 10). Veniamo, “portando nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo” (cf. 2 Cor 4, 10).
  5. Tuttavia, cari fratelli e sorelle - “conserviamo questo tesoro in vasi di creta” (cf. 2 Cor 4, 7). I tempi in cui viviamo, l’umanità contemporanea, la cultura europea e il progresso, hanno ormai dietro di sé quella ricerca di Dio a tentoni - la quale però era sempre una ricerca e in qualche modo conduceva a Lui. Tutti hanno ereditato il tesoro. In Cristo hanno ricevuto ancora più del Decalogo. Tuttavia chi più di Cristo - crocifisso e risorto - conferma la potenza di quella prima parola del Decalogo: “non avrai altro Dio fuori di me”? È soltanto in forza di questo primo comandamento si può pensare ad un autentico umanesimo. Solo allora “il sabato può essere per l’uomo” e tutta la moralità umanistica si verifica e si attua. “La creatura . . . senza il Creatore svanisce” - afferma il Concilio (Gaudium et spes, 36). Senza Dio rimangono le rovine della morale umana. Ogni vero bene per l’uomo - e questo è l’essenza stessa della morale - è possibile soltanto quando su di esso veglia l’Unico che “solo è buono” (come Cristo disse una volta ad un giovane:cf. Mc 10, 18).
  6. Da qui, dal Baltico, vi prego, tutti i miei Connazionali, Figli e Figlie della comune Patria, di non permettere di rompere il vaso che contiene la verità divina e la legge di Dio. Vi prego, non permettete che venga distrutto. Vi prego di incollarne nuovamente le parti se si è frantumato. Vi prego di non dimenticare mai:
    “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me” (Es 20, 2-3)!
    • Non nominare il nome di Dio invano.
    • Ricordati di santificare le feste.
    • Onora il padre e la madre.
    • Non uccidere.
    • Non commettere adulterio.
    • Non rubare.
    • Non dire falsa testimonianza.
    • Non desiderare la donna d’altri.
    • Non desiderare la roba d’altri.

  7. Ecco il Decalogo: le dieci parole. Da queste dieci semplici parole dipende il futuro dell’uomo e delle società. Il futuro della nazione, dello stato, dell’Europa, del mondo. “Le tue parole, Signore, sono verità. Consacraci nella verità” (cf. Gv 17, 17). Amen.